Santa Maria Visita Poveri



Nella prima metà del 1600 alcuni fedeli del quartiere San Michele e del quartiere Piazza presero l’iniziativa di fondare una Congregazione laicale con lo scopo di questuare per suffragare le anime abbandonate del Purgatorio. Dopo il nulla osta del parroco, don Tiberio Di Luggo, e dell’Ordinario della Diocesi di Nola, negli anni quaranta del 1600 ebbe inizio la costruzione della chiesa. Nel gennaio del 1662, costituita con atto pubblico la Congregazione, il priore, tramite il Vescovo di Nola, S.E. Francesco III Gonzaga, inoltrò la petizione per l’aggregazione alla Confraternita esistente in Roma presso il Collegio dei Padri Gesuiti che aveva la speciale autorizzazione papale ad aggregare nuove Congregazioni con analogo titolo. L’approvazione pontificia fu concessa il giorno 21 agosto 1662 ottavo anno del pontificato di Papa Alessandro VII.  La bolla, miniata con scene dell’Annunciazione, il monogramma dei Gesuiti e motivi floreali, presenta un buono stato di conservazione.


La chiesa ha la facciata con impostazione settecentesca, è a  navata unica  ed è a croce latina. Nel 1693 venne arricchita di uno splendido portale in pietra dolce vesuviana artisticamente scolpito con motivi floreali e simboli richiamanti la morte ed il giudizio finale. Sotto la volta del prostilo sono raffigurati l’ingresso di Gesù in Gerusalemme, il sacrificio della messa e l’elemosina per il suffragio delle anime del Purgatorio.


INTERNO

Le pareti della chiesa sono completamente decorate da pitture murali che, secondo la tradizione orale, furono eseguite nei primi anni del XVIII sec. Da un ignoto pittore napoletano. Le pitture furono quasi totalmente ridipinte negli anni ‘40 del novecento ad opera del pittore  Vincenzo Sacco. Sulla parete sopra l’ingresso è rappresentata la scena dell’Ultima Cena, ai lati S. Lucia e S. Agnello. Sulla parete di sinistra osserviamo tre scene di intervento delle anime purganti nell’atto di soccorrere i propri devoti. A destra sono rappresentate le scene dell’inferno, del giudizio universale e della Trinità con le anime purganti. Nella volta sono rappresentati episodi della vita della Madonna: la nascita di Maria, l’Immacolata Concezione e l’Assunzione. Lungo il cornicione sono rappresentati i dodici apostoli, nelle vele del transetto i quattro evangelisti. Infine lungp le pareti della navata sono presenti gli stalli in legno per l’assemblea dei confratelli, alla fine del coro e situato il pulpito ligneo dipinto a finto marmo.


TRANSETTO

CAPPELLA A SINISTRA

 Altare in marmi policromi del XVIII sec., olio su tela del XVII sec. raffigurante il purgatorio, opera di ignoto. A destra dell’altare è collocato un gruppo ligneo con S. Anna, S. Gioacchino e la Vergine fanciulla, opera del XVIII sec.

CAPPELLA A DESTRA

 Altare in marmi policromi del XVIII sec.; busto ligneo di S. Anna del XVIII sec.; Cristo morto, cartapesta del XIX sec.

ALTARE MAGGIORE

Altare in marmi policromi del XVIII sec. Al centro dell’abside olio su tela, opera di ignoto del sec. XVII, raffigurante Santa Maria Visita Poveri, la Vergine è rappresentata seduta su un cuscino rosso con il bambino sulle ginocchia che regge il globo terrestre con la mano sinistra ed un pane con la destra, inginocchiati ai lati sono raffigurati S. Francesco d’Assisi e S. Matteo. Alla base del quadro è rappresentata una riunione della confraternita dell’epoca presieduta dal padre spirituale.


 SAGRESTIA -  SALONE

- Grande Crocifisso ligneo (fine del XVI sec.). 

- Tela dell’Annunciazione opera di Angelo Mozzillo (1787).

- Ricamo in seta ed oro riportato su damasco (XVIII) raffigurante Santa Maria Visita Poveri.

- Bolla Papale di fondazione della Confraternita ( pergamena miniata 1662).

- Busto ligneo di San Donato (XVIII sec.).

- San Francesco d’Assisi (olio su tela XVIII sec.).

- Santa Chiara d’Assisi (olio su tela XVIII sec.).


IPOGEO

L’ipogeo venne utilizzato per la sepoltura dei confratelli fino al 1810, quando in Ottajano fu realizzato il cimitero in ossequio alle leggi di Murat emanate il 5 settembre 1806. all’ingresso sono visibili due casse in legno rivestite in velluto con ricami in oro per il trasporto dei defunti. Al centro delle due camere costituenti l’ambiente due grandi loculi raccolgono i resti mortali, nella camera più interna sono visibili i colatoi per i cadaveri.


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