Palazzo Mediceo


È stato sempre, con la cupola della chiesa madre di San Michele Arcangelo il simbolo della città. Forse il primo nucleo di un Castello sorse in epoca Longobarda, su di uno sperone arenoso, in una posizione difficilmente accessibile e di facile controllo dell’ampia pianura nolana e di una strada fondamentale per il commercio del grano. Il castello assunse un ruolo primario alla fine del XI secolo e fu teatro di intrighi politici e di lotte per la conquista dell’Italia meridionale da parte dei Normanni. Nel 1085 Papa Gregorio VII in fuga dall’imperatore Enrico IV, giunse al Castello di Ottaviano. Ristrutturato in epoca sveva dal conte Tommaso D’Aquino il fortilizio fu confiscato dagli Angioini ed entrò a far parte del regio demanio. L’uccisione di un ambasciatore di regio Pietro Dentice inviato nel 1304 da Carlo II per sedare dei tumulti provocò la reazione particolarmente violenta della Corona, il castello e il borgo furono danneggiati da Carlo Lagonessa.
Una vera e propria opera di ricostruzione del maniero fu avviata solo a partire dal XV secolo con Guerello Orilia e poi con il potente Raimondo Orsini divenuto feudatario di Ottaviano nel 1419. I lavori indirizzati a potenziare i sistemi di difesa comportarono anche l’adeguamento delle strutture alle mutate tecniche belliche. Infine, diventata Ottajano feudo militare, divenne residenza di Fabrizio Maramaldo che successivamente vendette il feudo ad un altro condottiero, Ferrante dei Gonzaga di Molfetta.
Nel 1567 Bernardetto Medici lo comprò per 50.000 ducati da Cesare Gonzaga. L’antico castello perse, quindi, il suo carattere e la sua funzione tradizionale per acquisire l’aspetto di residenza signorile in grado di accogliere degnamente gli eredi del nobile casato toscano. Le numerose e anguste aperture difensive furono sostituite da ampie finestre e balconi incorniciati da larghi stipiti e architravi in piperno scolpito. Gli allievi del Sanfelice e Luca Vecchione ingentilirono la facciata che dà sulla strada con serie di finestroni ma conservarono della facciata, che dà sul giardino interno, la severità e la monumentalità del maniero aragonese. Il fronte principale sul lato est fu successivamente decorato con una fastosa decorazione in stucco messa in risalto dai recenti restauri. Dal monumentale portale su cui troneggiava lo stemma mediceo si accede alla corte interna che ha conservato il suo aspetto tardo-rinascimentale. Una maestosa scala di impronta sanfeliciana consente di accedere al piano nobile. Le numerose stanze, che il principe Giuseppe III Medici ornò di soffitti e di pavimenti in maiolica e di affreschi del Mozzillo, si affacciano su due corti interne, la seconda delle quali era riservata a spettacoli teatrali e musicali. Giuseppe III fece completare anche la scuderia ed impreziosì il giardino con numerose piante esotiche. Alla fine del '700 il Palazzo de' Medici era certamente uno degli edifici più belli e innovativi: le sue forme si inserivano con armonia in un paesaggio, allo stesso tempo, sublime e pittoresco.
Il 18 febbraio 1980 il Palazzo viene venduto ad una società immobiliare, riconducibile al capo storico della Nuova Camorra Organizzata, dalla famiglia Lancellotti che per via di matrimonio l’avevano ereditato. Nel 1991 l’intero complesso viene confiscato e come, purtroppo, talvolta accade l'intero parco è rimasto inutilizzato e alla mercé di atti di vandalismo e depredamento.
Il 22 aprile 2008 il piano terra e i giardini storici del Palazzo Mediceo vengono concessi in comodato d'uso gratuito per la durata di 99 anni all'Ente Parco Nazionale del Vesuvio, mentre il piano superiore resta nella disponibilità del Comune di Ottaviano. Il Palazzo Mediceo diventa, così, luogo di legalità e della valorizzazione dell’ambiente. Un punto di partenza per una nuova cultura del territorio, un’occasione unica di crescita culturale e sociale.
Tra i personaggi illustri che hanno a vario titolo abitato il palazzo ricordiamo nel 1892 Gabriele D’Annunzio con l’amante del momento Maria Gravina Cruyallas .

Create a website